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Gene Gnocchi, divo ltradecennale della tv italiana, parla del suo successo mirato nell’eterno miraggio della novità. Il bravissimo comico, ormai devoto alla rete Due, ha rivelato al quotidiano Libero che non tornerà alla guida de La Grande Notte, ottimo show di seconda serata che, nonostante le belle speranze di un gradito ritorno, non ha riscosso ascolti particolarmente eccezionali: “Condurrò un’altra seconda serata, mi ha detto Marano (il direttore di Raidue, ndr). Mi stanco a ripetere sempre le stesse cose. Stiamo pensando a un programma sempre legato all’attualità, ma svincolato dagli ospiti conosciuti. Non se ne può più della transumanza di un personaggio da un format all’altro…”Novità quindi, in un mare a forza nove, che travolgeà la struttura portante dei vari form, a partire da quello domenicale. “In realtà occorre una riflessione. Ci siamo resi conto che il satellite ha assorbito tutto il calcio in tv. Non so se ci sarà ancora la parola calcio dopo Quelli che…. Ne devo ancora parlare con Simona, le vorrei proporre una cosa diversa, una domenica di rottura, per famiglie, differente dagli altri carrozzoni. Intanto cambieremo studio, ci trasferiremo da quelli in Fiera a via Mecenate. Darà l’idea della novità”. Ora, perchè propinarci la stessa solfa del restyling tutti gli anni, quando non basta un’aggiunta della e congiunzione o l’eclissi del calcio dal titolo per omettere una realtà inconfutabile: anche Quelli che ha fatto il suo tempo. I collegamenti demenziali, i filmati triti e ritriti, le voci fuori campo di impronta derisoria hanno subito l’usura del tempo. Non entusiasmano più. Non reggerebbero da soli l’impianto di uno show che è nato nel pallone e di questa morte dovrebbe perire, anzichè spremere le briciole di un fenomeno epocale ma ormai datato. Forse sono le stesse parole che tutti gli anni ci sentiamo dire in queto periodo, o forse no. Ormai l’estate è alle porte, e arriverà prima che ce ne renderemo conto. Ne riparleremo a settembre, che anche lui ineorabile non tarderà ad arrivare.